Bonus barriere architettoniche 2026

Il 75% è scaduto, la detrazione no.

Il bonus maggiorato al 75% per l'eliminazione delle barriere architettoniche è scaduto il 31 dicembre 2025. Dal 2026 i lavori per eliminare le barriere architettoniche rientrano nel bonus ristrutturazione ordinario: 50% sull'abitazione principale, 36% sugli altri immobili, massimale 96.000 euro. Il perimetro è più ampio di quello del 75%: oltre a scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici comprende, per esempio, l'adeguamento dei servizi igienici e degli impianti e la sostituzione di finiture. Aggiornato al 16 ottobre 2026.

Persona che scende le scale tenendosi al corrimano di legno
Il bonus barriere architettoniche detrae gli interventi che rendono più sicuro l'accesso e gli spostamenti in casa. Foto: Pavel Egorov · Unsplash (Unsplash License)
Cosa comprende

Interventi ammessi nel 2026.

Nel bonus ristrutturazione ordinario (art. 16-bis, comma 1, lettera e, del TUIR) l'Agenzia delle Entrate indica un perimetro ampio: rifacimento o adeguamento di scale e ascensori, rampe, servoscala, piattaforme ed elevatori esterni, ma anche il rifacimento o l'adeguamento degli impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici e citofonici) e la sostituzione di finiture come pavimenti, porte e infissi esterni, quando servono a eliminare una barriera. Rientrano anche gli strumenti tecnologici che favoriscono la mobilità interna ed esterna delle persone con disabilità grave. Per essere qualificati come eliminazione delle barriere architettoniche i lavori devono rispettare il Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n. 236 del 14 giugno 1989; se non lo rispettano possono comunque rientrare come manutenzione straordinaria.

Cosa è cambiato dal 2026

Il 75% è scaduto, non l'agevolazione.

Fino al 31 dicembre 2025 era in vigore una detrazione maggiorata del 75% (art. 119-ter del D.L. 34/2020), con massimali di 50.000 euro per gli edifici unifamiliari, 40.000 euro per unità negli edifici di 2-8 unità, 30.000 euro per unità in quelli oltre 8 unità. "Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2026, pertanto, non è più possibile richiederla", come chiarisce la pagina dedicata dell'Agenzia delle Entrate. Dal 30 dicembre 2023 il 75% riguardava esclusivamente scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, con un'asseverazione tecnica obbligatoria sul rispetto del D.M. 236/1989: queste regole erano del 75% e sono scadute con lui. I lavori restano detraibili con l'aliquota ordinaria dell'art. 16-bis del TUIR, sul perimetro più ampio descritto sopra.

Le aliquote

Quanto detrai, anno per anno.

Periodo Abitazione principale Altri immobili Massimale di spesa
2022-2025 (bonus 75%, scaduto) 75% 50.000 € (unifamiliari)
2026 (regime ordinario) 50% 36% 96.000 €
2027 (regime ordinario) 36% 30% 96.000 €

Il massimale del 2022-2025 varia per tipologia di edificio (50.000 euro per gli edifici unifamiliari, 40.000 euro per unità in quelli di 2-8 unità, 30.000 euro per unità oltre le 8 unità); quello del regime ordinario 2026 è unico, 96.000 euro per unità immobiliare, condiviso con gli altri lavori di recupero edilizio. Rateizzato in 10 quote annuali di pari importo. Il bonus maggiorato al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025; dal 2026 gli interventi rientrano nel bonus ristrutturazione ordinario. Verificato il 16/10/2026 su Art. 16-bis comma 1 lettera e) del TUIR; art. 119-ter del D.L. 34/2020 (il bonus 75%, scaduto il 31/12/2025); pagina Agenzia delle Entrate "L'eliminazione delle barriere architettoniche"; guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali" (aggiornamento febbraio 2026), "Altri lavori agevolabili" lettera B (pag. 18-19) e capitolo 3 (pag. 34-36).

Chi può usarlo

Proprietari, ma non solo.

Proprietari o nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento, detentori come locatari o comodatari con il consenso del proprietario, e i familiari conviventi che sostengono la spesa. La detrazione spetta anche se nell'immobile non vive nessuna persona con disabilità. Il 50% spetta a chi, all'inizio dei lavori, è proprietario o titolare di un diritto reale (per esempio l'usufrutto) su una casa che è, o diventa entro la fine dei lavori, la sua abitazione principale. Inquilini, comodatari e familiari conviventi hanno il 36%.

Come si ottiene

I passaggi che non puoi saltare.

  • Conformità al D.M. 236/1989. Fattela documentare dal tecnico o dall'impresa: è ciò che qualifica i lavori come eliminazione delle barriere architettoniche.
  • Bonifico parlante. Il pagamento va fatto con un bonifico bancario o postale dedicato, con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA o codice fiscale di chi esegue il lavoro.
  • Fatture e documenti. Conserva fatture e documentazione tecnica. Per l'elenco completo dei documenti da conservare vedi la guida sul bonus ristrutturazione.
Cumulo con altri bonus

Non due volte sulla stessa spesa.

Non puoi sommare due detrazioni sulla stessa spesa, ma se il cantiere comprende anche lavori diversi (per esempio il rifacimento del bagno) puoi applicare bonus diversi a voci diverse, con fatture separate. La regola generale è spiegata nella guida cumulo dei bonus: cosa si può sommare e cosa no.

Domande frequenti

Le domande più comuni.

Il bonus barriere architettoniche al 75% è ancora attivo nel 2026?

No: valeva solo per le spese sostenute fra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025. Per le spese dal 1° gennaio 2026 non è più richiedibile, come conferma esplicitamente la pagina dedicata dell'Agenzia delle Entrate.

Cosa succede ai lavori per eliminare le barriere architettoniche nel 2026?

Rientrano nel bonus ristrutturazione ordinario (art. 16-bis del TUIR): l'aliquota è del 50% sull'abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, con un massimale di 96.000 euro condiviso con gli altri lavori di recupero edilizio.

Quali interventi sono ammessi?

Nel 2026 rientrano i lavori che eliminano le barriere architettoniche (ascensori, montacarichi, rampe, servoscala, piattaforme elevatrici, ma anche l'adeguamento di bagni, impianti, porte e pavimenti) e gli strumenti tecnologici che favoriscono la mobilità delle persone con disabilità grave. Per essere qualificati come barriere architettoniche devono rispettare il D.M. 236/1989; altrimenti possono comunque rientrare come manutenzione straordinaria. La lista chiusa di cinque interventi e l'asseverazione obbligatoria valevano solo per il bonus 75%, fino al 2025.

Serve avere in casa una persona con disabilità per avere la detrazione?

No: la detrazione spetta anche se nell'immobile o nell'edificio oggetto dei lavori non vive nessuna persona con disabilità.

Ho iniziato i lavori nel 2025: posso ancora avere il 75%?

Se hai sostenuto la spesa entro il 31 dicembre 2025 sì, nei limiti e con i massimali del regime 2022-2025. Per le spese sostenute dal 2026 in poi si applica invece l'aliquota ordinaria: verifica con il tuo commercialista la data di sostenimento della spesa che vale per la tua situazione.

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