Conto termico

Non una detrazione, un contributo diretto.

Il conto termico è un contributo a fondo perduto del GSE per pompe di calore, caldaie e stufe a biomassa, scaldacqua a pompa di calore e solare termico: copre fino al 65% della spesa, a seconda dell'intervento, ed è alternativo alle detrazioni fiscali sulla stessa spesa, non aggiuntivo. Aggiornato al 16 settembre 2026.

Stufa a legna accesa in un soggiorno, esempio di generatore di calore a biomassa
Il conto termico incentiva anche le caldaie e le stufe a biomassa in sostituzione di impianti meno efficienti. Foto: Seiya Maeda · Unsplash (Unsplash License)
Cosa comprende

Un contributo, non una detrazione.

Il conto termico è gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici): non riduce le imposte da pagare come fa una detrazione, ma versa un contributo diretto in base alla spesa sostenuta. Copre:

  • Pompe di calore, per il riscaldamento e per l'acqua calda sanitaria.
  • Caldaie e stufe a biomassa (pellet, cippato, legna), con requisiti ambientali sempre più stringenti.
  • Solare termico, per la produzione di acqua calda.
  • Building automation, i sistemi che regolano da remoto il riscaldamento.

Dal 2026 sono richiesti requisiti ambientali più stringenti per le caldaie e le stufe a biomassa, in particolare nelle regioni del Bacino Padano. Verificato il 16 settembre 2026 su Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025 ("Conto Termico 3.0"), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025, in vigore dal 25 dicembre 2025; portale GSE "Conto termico". Numero e data della Gazzetta Ufficiale confermati da tre fonti giornalistiche di settore indipendenti (ANCI, Confartigianato Ravenna, Lapam), convergenti sullo stesso decreto: le pagine di dettaglio di gse.it non sono risultate raggiungibili in lettura diretta in questa sessione (autenticazione richiesta), quindi il testo integrale del decreto non è stato riletto parola per parola. Nessun numero pubblicato in pagina che non sia confermato da questa fonte pubblica indipendente e convergente.

Quanto copre e quando arriva

Fino al 65%, non sempre uguale.

Il contributo può coprire fino al 65% della spesa ammissibile, ma la percentuale reale varia in base al tipo di intervento, alla zona climatica e alla potenza dell'impianto: non esiste un'unica percentuale fissa da citare per tutti i casi, e per questo qui non trovi una tabella come per le detrazioni fiscali. Nessuna scadenza annuale: incentivo strutturale gestito dal GSE, non una detrazione della dichiarazione dei redditi.

Se l'incentivo non supera 15.000 euro viene erogato in un'unica soluzione; altrimenti in rate fino a 5 anni. Verificato il 16/09/2026.

Chi può usarlo

Privati, condomini e pubblica amministrazione.

Il conto termico si rivolge sia ai privati (persone fisiche, condomini) sia alla pubblica amministrazione: le regole di accesso e i massimali variano fra i due ambiti. Questa pagina descrive il caso più comune, la sostituzione di un impianto in un'abitazione privata.

Come si ottiene

Domanda sul portale, non in dichiarazione.

  • Domanda sul portale GSE. Non passa dalla dichiarazione dei redditi: si presenta direttamente sul portale del GSE, di norma con l'aiuto dell'impresa che esegue i lavori.
  • Documentazione tecnica. Servono la scheda tecnica dell'impianto e, per alcuni interventi, un'asseverazione tecnica.
  • Fatture. Conserva fatture e documentazione di pagamento dell'intervento. Per l'elenco generale dei documenti da conservare vedi la guida sul bonus ristrutturazione.
Cumulo con altri bonus

O l'uno, o l'altro.

Il conto termico non si cumula con le detrazioni fiscali (bonus caldaia, ecobonus) sulla stessa spesa: sono due strade alternative, e conviene confrontarle prima di scegliere, perché il contributo GSE non dipende dalla capienza IRPEF. La regola generale sul cumulo dei bonus è spiegata nella guida cumulo dei bonus: cosa si può sommare e cosa no. Verifica il tuo caso specifico con un tecnico o con il tuo commercialista.

Domande frequenti

Le domande più comuni.

Il conto termico è una detrazione fiscale come il bonus caldaia?

No: è un contributo a fondo perduto erogato direttamente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), non una detrazione da inserire nella dichiarazione dei redditi. Per questo non compare nel modello 730 o REDDITI.

Posso avere sia il conto termico sia il bonus caldaia sulla stessa spesa?

No, sono alternativi sulla stessa spesa: devi scegliere l'uno o l'altro. Il conto termico spesso conviene a chi non ha capienza IRPEF sufficiente per usare una detrazione in dieci anni, perché il contributo arriva prima e non dipende dalle imposte dovute.

Quanto copre il conto termico?

Fino al 65% delle spese ammissibili per i privati, con percentuali che variano in base al tipo di intervento, alla zona climatica e alla potenza dell'impianto: non esiste un'unica percentuale fissa per tutti gli interventi.

Quando arriva il contributo?

In un'unica soluzione se l'incentivo non supera 15.000 euro, altrimenti in rate fino a 5 anni. I tempi dipendono dall'istruttoria del GSE e dal volume di domande presentate.

Il conto termico copre anche il fotovoltaico?

No: il conto termico è dedicato alla produzione di calore (pompe di calore, biomassa, solare termico), non alla produzione di elettricità. Il fotovoltaico rientra nel bonus ristrutturazione.

Devi ancora scegliere l'impianto? Guarda i prezzi indicativi della installazione di una pompa di calore su CercaPreventivo, il servizio del network Italia Progettisti che stima il costo per provincia.

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