Non una detrazione, un contributo diretto.
Il conto termico è un contributo a fondo perduto del GSE per pompe di calore, caldaie e stufe a biomassa, scaldacqua a pompa di calore e solare termico: copre fino al 65% della spesa, a seconda dell'intervento, ed è alternativo alle detrazioni fiscali sulla stessa spesa, non aggiuntivo. Aggiornato al 16 ottobre 2026.
Un contributo, non una detrazione.
Il conto termico è gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici): non riduce le imposte da pagare come fa una detrazione, ma versa un contributo diretto in base alla spesa sostenuta. Per i privati, sulle abitazioni, copre la produzione di calore da fonti rinnovabili:
- Pompe di calore, anche in sistemi ibridi o bivalenti, e scaldacqua a pompa di calore.
- Caldaie e stufe a biomassa (pellet, cippato, legna), con i requisiti di emissione previsti dal decreto.
- Solare termico, per la produzione di acqua calda.
- Teleriscaldamento e microcogenerazione da fonti rinnovabili.
Building automation, isolamento, infissi e fotovoltaico: solo per pubbliche amministrazioni, imprese su edifici del terziario ed enti del terzo settore, non per le abitazioni private.
Verificato il 16/10/2026 su Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025 ("Conto Termico 3.0"), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025, in vigore dal 25 dicembre 2025; regole operative sul portale del GSE.
Quanto copre e quando arrivaFino al 65%, non sempre uguale.
Il contributo può coprire fino al 65% della spesa ammissibile, ma la percentuale reale varia in base al tipo di intervento, alla zona climatica e alla potenza dell'impianto: non esiste un'unica percentuale fissa da citare per tutti i casi, e per questo qui non trovi una tabella come per le detrazioni fiscali. Nessuna scadenza annuale: incentivo strutturale gestito dal GSE, non una detrazione della dichiarazione dei redditi.
Se l'incentivo non supera 15.000 euro viene erogato in un'unica soluzione; altrimenti in rate fino a 5 anni. Verificato il 16/10/2026.
Chi può usarloPrivati, condomini, imprese ed enti pubblici.
Il conto termico si rivolge ai privati (persone fisiche, condomini), alla pubblica amministrazione, alle imprese e agli enti del terzo settore: gli interventi ammessi, le regole di accesso e i massimali variano fra questi ambiti. Questa pagina descrive il caso più comune, la sostituzione di un impianto in un'abitazione privata.
Come si ottieneDomanda sul portale, non in dichiarazione.
- Domanda entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Non passa dalla dichiarazione dei redditi: la domanda di accesso diretto si presenta sul Portaltermico del GSE dopo la fine dei lavori, entro 90 giorni, di norma con l'aiuto dell'impresa che esegue i lavori. Chi perde il termine perde il contributo.
- Edificio esistente. L'edificio deve essere esistente, accatastato e già dotato di un impianto di riscaldamento funzionante.
- Documentazione tecnica. Servono la scheda tecnica dell'impianto e, per alcuni interventi, un'asseverazione tecnica.
- Fatture. Conserva fatture e documentazione di pagamento dell'intervento. Per l'elenco generale dei documenti da conservare vedi la guida sul bonus ristrutturazione.
O l'uno, o l'altro.
Il conto termico non si cumula con le detrazioni fiscali (bonus caldaia, ecobonus) sulla stessa spesa: sono due strade alternative, e conviene confrontarle prima di scegliere, perché il contributo GSE non dipende dalla capienza IRPEF. La regola generale sul cumulo dei bonus è spiegata nella guida cumulo dei bonus: cosa si può sommare e cosa no. Verifica il tuo caso specifico con un tecnico o con il tuo commercialista.
Le domande più comuni.
Il conto termico è una detrazione fiscale come il bonus caldaia?
No: è un contributo a fondo perduto erogato direttamente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), non una detrazione da inserire nella dichiarazione dei redditi. Per questo non compare nel modello 730 o REDDITI.
Posso avere sia il conto termico sia il bonus caldaia sulla stessa spesa?
No, sono alternativi sulla stessa spesa: devi scegliere l'uno o l'altro. Il conto termico spesso conviene a chi non ha capienza IRPEF sufficiente per usare una detrazione in dieci anni, perché il contributo arriva prima e non dipende dalle imposte dovute.
Quanto copre il conto termico?
Fino al 65% delle spese ammissibili per i privati, con percentuali che variano in base al tipo di intervento, alla zona climatica e alla potenza dell'impianto: non esiste un'unica percentuale fissa per tutti gli interventi.
Quando arriva il contributo?
In un'unica soluzione se l'incentivo non supera 15.000 euro, altrimenti in rate fino a 5 anni. I tempi dipendono dall'istruttoria del GSE e dal volume di domande presentate.
Il conto termico copre anche il fotovoltaico?
Per le abitazioni private no: per i privati il conto termico copre solo la produzione di calore da fonti rinnovabili (pompe di calore, biomassa, solare termico). Fotovoltaico e accumulo sono ammessi solo per pubbliche amministrazioni, imprese del terziario ed enti del terzo settore, insieme a una pompa di calore elettrica. In casa, il fotovoltaico rientra nel bonus ristrutturazione.
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