Bonus ristrutturazione 2026: le novità dell'anno
Il bonus ristrutturazione 2026 mantiene l’impianto generale della detrazione, ma alcune aliquote e alcuni massimali sono stati confermati o modificati dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025). Prima di iniziare un lavoro conviene verificare la scadenza applicabile al proprio caso e conservare da subito tutta la documentazione richiesta.
Cosa resta invariato rispetto al 2025
L’architettura della detrazione non cambia: chi ristruttura l’abitazione principale continua a detrarre il 50% della spesa, chi interviene su un immobile diverso (una seconda casa, un immobile locato) detrae il 36%, sempre fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione resta ripartita in dieci rate annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui sostieni la spesa. Anche gli interventi ammessi non cambiano: manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulle singole unità e sulle parti comuni condominiali.
Questa continuità non è scontata: nel 2026 alcune guide in circolazione citano ancora le aliquote della Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) come se fossero l’ultima parola, quando la fonte corretta per l’anno in corso è la Legge di Bilancio 2026. Per ogni bonus di questo sito la regola è la stessa: prima si controlla se la norma citata è stata modificata dopo, poi si scrive il numero.
Cosa cambia davvero nel 2026
La novità dell’anno non è un’aliquota diversa, ma la conferma esplicita delle aliquote 2025 per un altro anno: la Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1 comma 22) proroga il 50% sull’abitazione principale e il 36% sugli altri immobili anche per le spese sostenute nel 2026, con lo stesso massimale di 96.000 euro. Verificato il 16 settembre 2026 anche sulle guide aggiornate dell’Agenzia delle Entrate: nessuna modifica successiva alla pubblicazione della legge risulta ad oggi.
Chi ha letto la notizia di una riduzione al 36%/30% già nel 2026 sta anticipando una tappa che, secondo la norma attuale, riguarda gli anni successivi, non quello in corso. È un errore comune quando una legge di bilancio proroga misure esistenti invece di introdurne di nuove: il testo passa quasi inosservato, ma cambia comunque la percentuale a cui hai diritto per la spesa che stai per sostenere.
Le scadenze da tenere d’occhio quest’anno
La scadenza che conta davvero per il 2026 è quella della spesa, non quella dei lavori: la detrazione si calcola sull’anno in cui paghi con bonifico parlante, non su quello in cui firmi il contratto o in cui i lavori vengono completati. Se un cantiere parte a dicembre 2026 e finisce nel 2027, le spese pagate nel 2026 seguono le regole 2026 e quelle pagate nel 2027 seguono le regole in vigore in quell’anno, anche se sono parte dello stesso intervento.
Per questo, se stai valutando un lavoro a cavallo tra i due anni, ha senso chiedere all’impresa un piano di pagamento che tenga conto di questa distinzione, invece di scoprirlo a consuntivo.
C’è anche una scadenza meno visibile, ma altrettanto concreta: se l’intervento richiede la comunicazione ENEA (per esempio la sostituzione di infissi o di una caldaia con requisiti energetici minimi), l’invio va fatto entro i tempi previsti dopo la fine dei lavori, non dopo aver pagato l’ultima rata all’impresa. Confondere le due scadenze, quella del pagamento e quella della comunicazione, è un errore che capita spesso a chi segue il cantiere solo dal punto di vista dei lavori e lascia la parte fiscale per ultima.
Cosa aspettarsi per il 2027
La Legge di Bilancio 2026 fissa già, per gli anni successivi, un’aliquota che scende al 36% sull’abitazione principale e al 30% sugli altri immobili, prima di arrivare a un’aliquota unica del 30% con massimale ridotto a 48.000 euro dal 2028 al 2033. Sono numeri già scritti nella norma attuale, quindi non “da confermare” in senso stretto, ma restano comunque soggetti a un’eventuale nuova legge di bilancio che potrebbe modificarli prima che entrino in vigore: per questo non li trattiamo come definitivi finché non arriva la legge dell’anno di riferimento.
Se stai pianificando un lavoro che si concluderà dopo il 2026, la cosa più utile che puoi fare è verificare di nuovo le aliquote nell’anno in cui sosterrai la spesa, non basarti su quello che sai oggi.
Una domanda che ci viene fatta spesso è se una futura riduzione delle aliquote possa applicarsi anche a lavori già pagati negli anni precedenti: la risposta è no. Vale il principio per cui la spesa segue le regole in vigore nell’anno in cui viene effettivamente sostenuta, non quelle dell’anno in cui il lavoro viene concluso o in cui la detrazione viene indicata per la prima volta in dichiarazione. Chi ha pagato nel 2026 mantiene le percentuali del 2026 per tutte le dieci rate, anche se negli anni successivi la legge cambia di nuovo.
Per un quadro più ampio di tutti i bonus attivi nel 2026, la pagina bonus casa 2026 raccoglie le detrazioni disponibili accanto al bonus ristrutturazione 2026; se invece la domanda che ti interessa è quanto puoi sommare tra più bonus sullo stesso cantiere, ne parliamo nella guida sul cumulo dei bonus sullo stesso lavoro.
Se hai già chiaro il lavoro da fare, un preventivo aggiornato aiuta a capire quanto conviene davvero la detrazione: lo trovi sul preventivatore ristrutturazione di CercaPreventivo. Quando la richiesta passa da noi, contattiamo noi le imprese compatibili con il tuo intervento e la tua zona: a te resta solo da confrontare i preventivi che arrivano.
In sintesi, il 2026 non porta stravolgimenti sul bonus ristrutturazione: porta conferma. Chi stava aspettando novità prima di far partire un cantiere non troverà un motivo per rimandare ulteriormente, mentre chi aveva già i lavori pianificati può procedere sapendo che le regole con cui li ha calcolati restano valide, verificate alla fonte normativa e non a un articolo che le riprende senza controllare se sono ancora attuali.
Domande frequenti
Il bonus ristrutturazione 2026 è uguale a quello del 2025?
L'impianto generale resta simile, ma alcune aliquote e scadenze sono state confermate o modificate dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025): verifica sempre la norma in vigore prima di iniziare i lavori.
Fino a quando è valido il bonus nel 2026?
Fino alla scadenza indicata dalla norma vigente al momento in cui sostieni la spesa: questa guida è aggiornata al 16 settembre 2026, ma una verifica puntuale resta sempre necessaria.
Devo aspettare conferme per il 2027?
Sì. Le aliquote del 2027 dipendono dalla prossima legge di bilancio: non si anticipano numeri che la norma non ha ancora confermato.
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Compila il modulo: la richiesta viene instradata alle imprese e ai tecnici della rete Italia Progettisti compatibili con il mestiere e la zona indicati.