Ecobonus 65% nel 2027: cosa ha detto Leo
Il 1° ottobre 2026 il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha aperto ad alzare oltre il 50% la detrazione per l’efficienza energetica nel 2027, senza indicare una percentuale. Il 65% di cui si parla è la richiesta di Confartigianato, ripresa dalla stampa: per ora è solo un’ipotesi allo studio per la legge di bilancio 2027, e nessuna norma la prevede. Oggi, per le spese pagate entro il 31/12/2026, l’ecobonus vale il 50% sull’abitazione principale e il 36% negli altri casi. Nel 2027, se la manovra non cambia nulla, scende al 36% e al 30%.
Questo articolo è aggiornato al 6 ottobre 2026. Lo aggiorneremo a ogni passaggio della legge di bilancio.
Cosa ha detto Leo, e quando
L’occasione è stata un incontro del 1° ottobre 2026 con la Giunta esecutiva di Confartigianato. L’associazione ha chiesto di riportare l’ecobonus dal 50% al 65% e di dare ai bonus edilizi una stabilità di almeno tre anni (fonte: edilizia.com).
Leo si è detto disponibile a lavorare sugli incentivi per il risparmio energetico. La frase riportata da Il Sole 24 Ore (1° ottobre) e da Sky TG24 (3 ottobre) è che sull’efficienza energetica «lì possiamo tirare più su l’asticella». Secondo Il Sole 24 Ore ha detto «proviamo ad alzare l’asticella oltre il 50%», aggiungendo però che «non possiamo mettere percentuali prestabilite». La cifra del 65%, quindi, non l’ha indicata: è quella chiesta dall’associazione.
Il margine, secondo il viceministro, viene dalla flessibilità concessa dall’Unione europea sulle spese per l’energia: Il Sole 24 Ore riporta una tolleranza di 14 miliardi, 7 per il 2027 e 7 per il 2028.
Sempre secondo Il Sole 24 Ore, l’idea è distinguere due strade. Per le case dei privati, salire oltre il 50% per lavori come il cappotto termico e i pannelli solari. Per il patrimonio pubblico, interventi di efficienza su scuole e strutture sanitarie. Leo ha però invitato alla prudenza sui conti, citando inflazione, debito e costo degli interessi (fonte: edilizia.com).
L’ipotesi non è nuova: a metà settembre l’agenzia ANSA (13 settembre 2026), riprendendo Il Sole 24 Ore, scriveva che il governo studiava un ecobonus al 65% per infissi, pompe di calore, condizionatori, solare termico, schermature e cappotti.
Cosa non è ancora deciso
Quasi tutto. Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica, la cornice dei conti dentro cui si scrive la manovra: il comunicato ufficiale (n. 191) non nomina l’ecobonus.
Restano aperti, in particolare:
- se l’aliquota sarà davvero del 65% o una cifra intermedia;
- a quali bonus si applicherà: le parole del viceministro riguardano l’efficienza energetica, cioè l’ecobonus, ma alcune ricostruzioni di stampa parlano genericamente di “bonus casa”;
- quali lavori ne beneficeranno: tutti quelli dell’ecobonus o solo alcuni, come il cappotto;
- se varrà solo per l’abitazione principale, come oggi la maggiorazione al 50%;
- massimali, durata e requisiti tecnici;
- le coperture, cioè quanto spazio c’è davvero nella flessibilità europea.
Finché non c’è un testo, ogni percentuale che leggi per il 2027 diversa dal 36% e dal 30% è un’ipotesi.
Le aliquote di oggi e quelle del 2027 senza nuove norme
| Spese pagate | Abitazione principale | Altri casi |
|---|---|---|
| Nel 2026 | 50% | 36% |
| Nel 2027, a legge invariata | 36% | 30% |
| Nel 2027, ipotesi allo studio | 65%, da confermare | non indicata |
La maggiorazione per l’abitazione principale spetta al proprietario o al titolare di un diritto reale di godimento (per esempio l’usufrutto). Il familiare convivente e l’inquilino restano al 36% nel 2026 e al 30% nel 2027.
Le fonti, lette il 6 ottobre 2026:
- legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 22: la lettera a) modifica l’art. 14, comma 3-quinquies, del D.L. 63/2013 (ecobonus); la lettera b) modifica l’art. 16 dello stesso decreto, che fissa l’aliquota del bonus ristrutturazione in deroga all’art. 16-bis del TUIR;
- D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, che si applica dal 1° gennaio 2027: riprende gli stessi numeri all’art. 372, comma 18 (ecobonus) e all’art. 373 (bonus ristrutturazione). Il riordino non ha cambiato le aliquote;
- Agenzia delle Entrate, guida “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026”, capitolo sulla riqualificazione energetica.
Un dettaglio che spiega perché si parla di “ritorno”: secondo la stessa guida dell’Agenzia, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2024 l’ecobonus era al 65% per molti interventi. Il taglio è arrivato con il 2025.
Quali lavori riguarderebbe, e perché il fotovoltaico resta fuori
L’ecobonus copre i lavori che riducono i consumi di energia della casa. Tra quelli citati da Sky TG24 e dalla guida dell’Agenzia delle Entrate:
- cappotto termico e isolamento di pareti, tetti e pavimenti;
- sostituzione di finestre e infissi, schermature solari;
- pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa;
- collettori solari termici per l’acqua calda;
- building automation, cioè il controllo da remoto degli impianti.
Dal 2025 sono escluse le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Le ricostruzioni di stampa parlano di “pannelli solari”, e qui serve attenzione. Nell’ecobonus i pannelli solari sono quelli termici, che scaldano l’acqua. Il fotovoltaico, che produce elettricità, non è nell’ecobonus: l’Agenzia delle Entrate lo esclude perché produce energia invece di ridurne il consumo (risoluzione 207/E del 2008). Rientra invece nel bonus ristrutturazione, tra le opere per il risparmio energetico con fonti rinnovabili (art. 16-bis, comma 1, lettera h, del TUIR; risoluzione 22/E del 2013).
Quindi, oggi, un 65% limitato all’ecobonus non riguarderebbe il fotovoltaico: per i pannelli fotovoltaici restano il 50% e il 36% nel 2026, il 36% e il 30% nel 2027. Se la manovra lo includesse, lo scriveremo. Il dettaglio è nella pagina sul bonus fotovoltaico 2026.
Cosa puoi fare adesso
Per le persone fisiche l’aliquota dipende dalla data del pagamento, non da quando inizi o finisci i lavori. È il criterio di cassa, ricordato anche dall’Agenzia delle Entrate: conta il giorno del bonifico parlante.
Da qui una scelta che spetta solo a te:
- pagare entro il 31/12/2026: il 50% sull’abitazione principale è scritto in legge;
- pagare nel 2027: se il 65% passa potresti avere di più, alle condizioni che la legge fisserà; se non passa, scendi al 36%.
In entrambi i casi chiedere il preventivo adesso ti dà prezzi e tempi reali per scegliere. Tieni conto del calendario: il disegno di legge di bilancio, atteso entro il 20 ottobre 2026, darà la prima indicazione, ma è solo il primo testo e il Parlamento può ancora cambiarlo. La legge definitiva arriva di solito a fine dicembre, quando resta poco tempo per pagare entro il 31. Non è una raccomandazione fiscale: sul tuo caso specifico verifica con un CAF o un commercialista, soprattutto se il lavoro è a cavallo fra i due anni.
Puoi chiedere un preventivo per il cappotto o gli altri lavori di efficienza dalla pagina ecobonus 2026, o per un impianto fotovoltaico dalla pagina bonus fotovoltaico 2026. La richiesta viene inoltrata alle imprese della rete Italia Progettisti compatibili con il lavoro e con la zona che indichi. Il modulo è anche in fondo a questa pagina. Per il quadro di tutte le detrazioni attive c’è la pagina sui bonus casa 2026.
I prossimi passaggi della manovra
| Quando | Passaggio | Stato |
|---|---|---|
| 2 ottobre 2026 | Documento programmatico di finanza pubblica in Consiglio dei ministri | fatto |
| entro il 15 ottobre 2026 | Documento programmatico di bilancio alla Commissione europea | atteso |
| entro il 20 ottobre 2026 | disegno di legge di bilancio in Consiglio dei ministri e alle Camere | atteso |
| entro il 31 dicembre 2026 | approvazione definitiva della legge di bilancio 2027 | atteso |
Le scadenze sono quelle della legge di contabilità (L. 196/2009, art. 7, comma 2: Documento programmatico di bilancio entro il 15 ottobre, disegno di legge alle Camere entro il 20 ottobre), riportate anche da Sky TG24 il 5 ottobre 2026. Il Documento programmatico di finanza pubblica è stato approvato il 2 ottobre 2026 (comunicato del Consiglio dei ministri n. 191). Il primo testo da leggere sarà il disegno di legge: lì si vedrà se il 65% c’è, per quali lavori e per chi.
Teniamo aggiornati i passaggi della manovra, le aliquote e i lavori ammessi nella pagina ecobonus 2027: la aggiorniamo a ogni nuovo testo. Per bonus ristrutturazione, sismabonus e bonus mobili nel 2027, con la norma di ciascuno, c’è la pagina sui bonus casa 2027.
Domande frequenti
L'ecobonus al 65% è già in vigore?
No, è un'ipotesi allo studio per la legge di bilancio 2027 (situazione aggiornata al 6 ottobre 2026). Il 65% lo chiede Confartigianato; il viceministro Leo, il 1° ottobre, ha aperto ad alzare la detrazione oltre il 50% senza indicare una percentuale. Per le spese pagate nel 2026 l'ecobonus resta al 50% sull'abitazione principale e al 36% negli altri casi (L. 199/2025, art. 1 comma 22).
Che aliquota ho se pago i lavori entro il 31 dicembre 2026?
Il 50% se sei proprietario o titolare di un diritto reale sull'abitazione principale, il 36% negli altri casi. Per le persone fisiche conta la data del bonifico parlante, non quella di inizio o fine lavori. Sul tuo caso specifico verifica con un CAF o un commercialista.
Cosa succede nel 2027 se il 65% non passa?
A legislazione vigente, per le spese pagate nel 2027 l'ecobonus scende al 36% sull'abitazione principale e al 30% negli altri casi. Sono i numeri della L. 199/2025, ripresi dal nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026, art. 372) che si applica dal 1° gennaio 2027.
Il 65% varrebbe anche per i pannelli fotovoltaici?
Oggi no: l'ecobonus copre i pannelli solari termici per l'acqua calda, mentre il fotovoltaico rientra nel bonus ristrutturazione (art. 16-bis, comma 1, lettera h, del TUIR). Un 65% limitato all'ecobonus non toccherebbe il fotovoltaico. Se la manovra dirà altro, lo scriveremo qui.
Quando sapremo se l'ecobonus al 65% c'è davvero?
Una prima indicazione arriverà con il disegno di legge di bilancio, da approvare in Consiglio dei ministri e trasmettere alle Camere entro il 20 ottobre 2026: è il primo testo, e il Parlamento può ancora cambiarlo. La risposta definitiva arriverà con la legge approvata dal Parlamento, entro il 31 dicembre 2026, di solito negli ultimi giorni dell'anno.
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Ti serve una mano con questo lavoro?
Compila il modulo: la richiesta viene instradata alle imprese e ai tecnici della rete Italia Progettisti compatibili con il mestiere e la zona indicati.