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Bonus mobili 2027: cosa prevede la manovra e cosa cambia

Cucina nuova con mobili in legno, forno e microonde da incasso
Foto di Franco Debartolo (Unsplash)

Il bonus mobili 2027, oggi, non esiste ancora: per le spese del 2027 non c’è ancora una norma. La detrazione del 50% su un tetto di 5.000 euro vale per mobili e grandi elettrodomestici pagati entro il 31 dicembre 2026, se in casa hai lavori di ristrutturazione iniziati dal 1° gennaio 2025. Per il 2027 servirà la legge di bilancio, e al 16 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri non ne aveva ancora approvato nemmeno il disegno di legge.

Questo articolo è aggiornato al 16 ottobre 2026. Lo aggiorneremo a ogni passaggio della manovra.

Il bonus mobili c’è nel 2027?

La norma è l’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013. Nel testo vigente su normattiva.it (ultimo aggiornamento dell’atto: 3 luglio 2026, letto il 16 ottobre 2026) la detrazione spetta “nella misura del 50 per cento” ed è calcolata su un massimo di 5.000 euro “per gli anni 2024, 2025 e 2026”. Dopo il 2026 la frase non prosegue: nessun anno successivo è indicato. L’ultima proroga è quella della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 22), come ricorda la guida dell’Agenzia delle Entrate.

Neppure il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, che si applica dal 1° gennaio 2027 (D.Lgs. 117/2026), riprende il bonus mobili: riscrive le aliquote del bonus ristrutturazione e dell’ecobonus, non questa detrazione. Quindi, a legge invariata, un divano o una lavatrice pagati il 2 gennaio 2027 non danno diritto a nulla.

Non è una situazione nuova. Il bonus mobili è nato nel 2013 come misura temporanea ed è stato prorogato di anno in anno con le leggi di bilancio, con un tetto che negli ultimi anni è sceso.

Anno della spesa Detrazione Tetto di spesa
2022 50% 10.000 euro
2023 50% 8.000 euro
2024, 2025 e 2026 50% 5.000 euro
2027 non prevista nessuna norma, a oggi

Fonte: art. 16, comma 2, D.L. 63/2013, testo vigente su normattiva.it (ultimo aggiornamento dell'atto 3 luglio 2026), letto il 16 ottobre 2026.

Cosa prevede la manovra 2027, a oggi

Il primo testo con le misure sarà il disegno di legge di bilancio. La legge di contabilità chiede al Governo di approvarlo e trasmetterlo alle Camere con termine del 20 ottobre 2026. Al 16 ottobre il Consiglio dei ministri non lo aveva ancora approvato: Fiscal Focus e Avvenire riportano il 14 ottobre che il Governo ne ha legato l’esame alla decisione europea di novembre sulla clausola di salvaguardia per energia e difesa, quindi la data può slittare.

Il passaggio già fatto è il Documento programmatico di bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 (comunicato n. 192) e inviato il 15 ottobre alla Commissione europea: fissa gli obiettivi di spesa, ma non contiene le singole misure e non parla di bonus mobili.

Sul tavolo, per ora, ci sono due cose, e nessuna è legge:

  • La richiesta delle imprese dell’arredo. Il 16 settembre 2026 FederlegnoArredo, con il presidente Claudio Feltrin, ha accolto con favore l’ipotesi di prorogare il bonus mobili per il 2027, uscita da indiscrezioni di stampa. La nota non indica né un’aliquota né un tetto di spesa, e non risulta un atto del Governo che confermi l’ipotesi.
  • La proposta di cambiarlo al 15%. In primavera un emendamento al decreto fiscale (D.L. 38/2026), discusso in Commissione Finanze del Senato, proponeva di rendere il bonus strutturale dal 2027 dentro il bonus ristrutturazione, con un limite pari al 15% delle spese di ristrutturazione detraibili al posto del tetto di 5.000 euro. L’hanno riportata ItaliaOggi il 30 aprile 2026 e Money.it il 22 maggio 2026. Il testo vigente della norma, aggiornato a luglio, non la contiene: non è diventata legge, e può tornare solo con un nuovo testo.

Se leggi altrove che il bonus mobili 2027 “è confermato” o “cambia al 15%”, controlla la data e la fonte: fino al disegno di legge, e poi fino alla legge approvata, sono ipotesi. La legge di bilancio arriva di regola negli ultimi giorni di dicembre.

Cosa cambia dal 2026 al 2027

Se la manovra non dice nulla, cambia tutto: dal 1° gennaio 2027 il bonus mobili non c’è più, mentre il bonus ristrutturazione resta, con un’aliquota più bassa. Per le spese 2027 la legge vigente prevede il 36% sull’abitazione principale e il 30% negli altri casi, sempre su 96.000 euro per unità immobiliare (art. 373, comma 1, D.Lgs. 117/2026). Il quadro completo, bonus per bonus, è nella pagina sui bonus casa 2027.

Se la manovra proroga il bonus, conteranno tre numeri, che oggi nessuno conosce:

  • L’aliquota. Nel 2026 è il 50% per tutti, anche sulla seconda casa: a differenza del bonus ristrutturazione, non distingue fra abitazione principale e altri immobili.
  • Il tetto. Nel 2026 è di 5.000 euro per unità immobiliare. La proposta di primavera lo legava invece alle spese dei lavori.
  • Il collegamento con i lavori. Oggi servono lavori iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Se la proroga ripetesse questa regola, per i mobili del 2027 servirebbero lavori iniziati dal 1° gennaio 2026.

Le ipotesi sull’ecobonus al 65%, di cui si è parlato a inizio ottobre, riguardano l’efficienza energetica e non il bonus mobili: le abbiamo raccontate nella notizia su cosa ha detto il viceministro Leo.

Se compri nel 2026: le regole da rispettare

Finché non c’è una norma per il 2027, l’unico bonus mobili certo è quello del 2026. Le condizioni sono quelle della guida dell’Agenzia delle Entrate e della pagina bonus mobili 2026, dove trovi anche l’elenco dei beni ammessi.

Lavori iniziati prima dell’acquisto. Il bonus spetta a chi usa il bonus ristrutturazione per lavori di recupero edilizio sulla stessa unità immobiliare, iniziati dal 1° gennaio 2025 per gli acquisti del 2026. Sulle singole abitazioni servono lavori almeno di manutenzione straordinaria: non basta tinteggiare. La data di inizio lavori (per esempio quella della CILA o della SCIA) deve venire prima dell’acquisto, mentre le fatture dei lavori possono essere pagate anche dopo. Rientra, per esempio, l’installazione di un climatizzatore a pompa di calore come manutenzione straordinaria, come spieghiamo nella pagina sul bonus condizionatori. Non danno diritto al bonus mobili, invece, i lavori per cui usi solo l’ecobonus.

Classe energetica. I grandi elettrodomestici devono essere almeno di classe A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori, se hanno l’etichetta energetica. Va fatta anche la comunicazione all’ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori: se manca, la detrazione non si perde.

Come paghi. Bonifico bancario o postale, oppure carta di credito o di debito. Niente contanti né assegni. Va bene anche il finanziamento a rate, se la finanziaria paga il venditore con uno di questi mezzi. Le stesse regole valgono per trasporto e montaggio.

Quando paghi. Per stare nel 2026 conta la data del pagamento, non dell’ordine o della consegna. Con il bonifico è il giorno in cui dai l’ordine alla banca; con la carta, il giorno in cui la usi, non quello dell’addebito; con il finanziamento, l’anno in cui paga la finanziaria. Chi compra a fine dicembre, quindi, deve pagare entro il 31 dicembre 2026, anche se la cucina arriva a febbraio.

Documenti. Conserva le ricevute del pagamento e le fatture con la descrizione dei beni. Lo scontrino con il tuo codice fiscale vale come fattura. La checklist completa è nella guida sui documenti da conservare per la detrazione.

Fonte: guida Agenzia delle Entrate "Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026", fascicolo "Bonus mobili ed elettrodomestici", letta il 16 ottobre 2026.

Quanto vale, con un esempio

Il conto è semplice: il 50% di quello che spendi, fino a 5.000 euro di spesa, cioè al massimo 2.500 euro di detrazione, divisa in dieci rate annuali da 250 euro.

Il tetto è per unità immobiliare, e tiene conto degli acquisti dell’anno prima legati agli stessi lavori. Prendi una ristrutturazione iniziata a marzo 2025 e ancora in corso nel 2026. Se nel 2025 hai comprato mobili per 2.000 euro, nel 2026 ti restano 3.000 euro di tetto: comprando per 3.000 euro detrai 1.500 euro, in dieci rate da 150 euro. Se invece i lavori del 2025 si erano chiusi e nel 2026 ne inizi di nuovi, gli acquisti del 2025 non si contano.

Due avvertenze. La detrazione non passa a chi compra la casa né agli eredi: resta a te, anche se vendi l’immobile. E dal 2025, con un reddito complessivo sopra i 75.000 euro, le detrazioni dell’anno hanno un tetto complessivo, in cui rientrano anche le rate del bonus mobili: sul tuo caso conviene sentire un CAF o un commercialista.

Cosa fare adesso

Se hai lavori già iniziati e i mobili sono in programma, la scelta prudente è pagarli entro il 31 dicembre 2026: è l’unico anno in cui il 50% è scritto in legge. Se i lavori devono ancora partire, ricorda che il bonus mobili è legato al bonus ristrutturazione: senza lavori di recupero avviati, non c’è detrazione sui mobili, né nel 2026 né, con le regole di oggi, nel 2027.

Per farti un’idea del costo dei lavori prima di decidere i tempi, puoi chiedere più preventivi con il modulo di richiesta preventivo. Quando la richiesta passa da noi, contattiamo noi le imprese compatibili con il tuo intervento: a te resta solo il confronto tra i preventivi.

Seguiamo la manovra e aggiorneremo questo articolo quando il disegno di legge di bilancio sarà approvato e quando la legge passerà in Parlamento.

Domande frequenti

Il bonus mobili c'è anche nel 2027?

Oggi no: per le spese del 2027 non c'è ancora una norma (situazione aggiornata al 16 ottobre 2026). L'art. 16, comma 2, del D.L. 63/2013 dà il 50% su un tetto di 5.000 euro solo per le spese sostenute nel 2024, 2025 e 2026. Una proroga può arrivare con la legge di bilancio 2027, che il Parlamento approva di regola entro il 31 dicembre.

Se compro i mobili a gennaio 2027 ho la detrazione?

Con la legge di oggi no, perché la detrazione si ferma alle spese 2026. Se hai lavori di ristrutturazione già iniziati e vuoi la certezza del 50%, conta pagare entro il 31 dicembre 2026. Se la legge di bilancio 2027 proroga il bonus, le regole per gli acquisti del 2027 saranno quelle scritte nella nuova norma.

Per il 2026 conta la data dell'ordine, della consegna o del pagamento?

Del pagamento. Con il bonifico conta il giorno in cui dai l'ordine alla banca, con la carta di credito o di debito il giorno in cui la usi, non quello dell'addebito sul conto. Con un finanziamento conta l'anno in cui la finanziaria paga il venditore.

È vero che dal 2027 il bonus mobili sarà il 15% delle spese di ristrutturazione?

No, oggi non è vero. È una proposta di emendamento al decreto fiscale di primavera, riportata da ItaliaOggi il 30 aprile 2026 e da Money.it il 22 maggio 2026, che il testo vigente della norma non contiene. Può tornare nella manovra, ma fino a un testo approvato resta una proposta.

Se il bonus viene prorogato, quali lavori serviranno nel 2027?

Lo dirà la nuova norma. Oggi la regola lega l'acquisto a lavori di recupero edilizio iniziati dal 1° gennaio dell'anno precedente: se la proroga la ripetesse uguale, per i mobili comprati nel 2027 servirebbero lavori iniziati dal 1° gennaio 2026, almeno di manutenzione straordinaria.

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