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Bonus tetto 2026: le detrazioni per rifare la copertura

Due operai al lavoro sul tetto di una casa mentre posano il nuovo manto di copertura accanto a un abbaino
Foto di Immo Wegmann (Unsplash)

Un “bonus tetto” con questo nome non esiste: il rifacimento della copertura si detrae con il bonus ristrutturazione o, se migliora l’isolamento, con l’ecobonus. Nel 2026 entrambi danno il 50% a chi è proprietario o titolare di un diritto reale sulla propria abitazione principale e il 36% negli altri casi, in dieci rate. La condizione che decide tutto è il tipo di lavoro: in una casa singola il semplice rifacimento del manto con gli stessi materiali non è agevolato, in condominio sì.

Bonus ristrutturazione o ecobonus: quale vale per il tuo tetto

Le due strade hanno la stessa aliquota nel 2026, ma regole diverse.

Bonus ristrutturazione Ecobonus (involucro)
Norma art. 16-bis TUIR art. 1, comma 345, L. 296/2006 e art. 14 D.L. 63/2013
Aliquota 2026 50% abitazione principale, 36% altri casi 50% abitazione principale, 36% altri casi
Limite 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, insieme agli altri lavori di recupero 60.000 euro di detrazione per immobile
Lavori ammessi sul tetto manutenzione straordinaria (in condominio anche ordinaria), bonifica dall’amianto, risparmio energetico coibentazione della copertura esistente con i valori di trasmittanza dei decreti
Documenti tecnici titolo edilizio quando serve; comunicazione ENEA se il lavoro riduce la trasmittanza asseverazione di un tecnico, attestato di prestazione energetica, comunicazione ENEA

Fonti: guida Agenzia delle Entrate "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali" (febbraio 2026); guida "Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026", fascicolo "Riqualificazione energetica"; aliquote 2026 dalla L. 199/2025, art. 1, comma 22. Lette il 16 ottobre 2026.

Il 50% spetta a chi, all’inizio dei lavori, è proprietario o titolare di un diritto reale (per esempio l’usufrutto) su una casa che è, o diventa entro la fine dei lavori, la sua abitazione principale. Inquilini, comodatari e familiari conviventi hanno il 36%. Dal 2027, a legge invariata, le due aliquote scendono al 36% e al 30%: lo stato della legge di bilancio è nella pagina sul bonus casa 2027.

Le due detrazioni non si sommano sulla stessa spesa: per ogni voce scegli una strada. Su lavori diversi dello stesso cantiere, invece, possono convivere, con fatture separate. La regola è spiegata nella guida sul cumulo dei bonus sullo stesso lavoro.

Casa singola: quando il rifacimento del tetto è detraibile

Il bonus ristrutturazione rimanda alle categorie di intervento dell’articolo 3 del Testo unico dell’edilizia (D.P.R. 380/2001). Sulle singole abitazioni, villette comprese, la detrazione spetta per la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia, ma non per la manutenzione ordinaria.

E la guida dell’Agenzia delle Entrate mette fra gli esempi di manutenzione ordinaria proprio tre lavori da tetto:

  • il rifacimento dei manti di copertura senza modifiche ai materiali;
  • la sostituzione di tegole e di altre parti accessorie deteriorate per lo smaltimento delle acque, come le grondaie;
  • il rinnovo delle impermeabilizzazioni.

Quindi, se sulla tua villetta togli le tegole rotte e rimetti tegole uguali, o rifai la guaina, quel lavoro da solo non si detrae. Le cose cambiano in tre casi.

Se il lavoro rinnova parti strutturali o cambia i materiali. La manutenzione straordinaria comprende le opere per rinnovare e sostituire parti anche strutturali dell’edificio, senza aumentare la volumetria: il rifacimento della struttura del tetto, per esempio. Qui il bonus ristrutturazione torna a valere, e attira anche le opere di finitura necessarie a completare il lavoro: la guida chiama questo effetto “carattere assorbente” della categoria superiore. Anche un manto con materiali diversi da quelli di prima esce dall’esempio di manutenzione ordinaria della guida: come inquadrarlo lo stabilisce il tecnico.

Se il lavoro migliora l’isolamento. Gli interventi per il risparmio energetico sono agevolati dal bonus ristrutturazione anche senza opere edilizie vere e proprie, con la documentazione che attesta il risparmio. In più, l’isolamento della copertura apre la strada all’ecobonus, che vediamo sotto.

Se c’è amianto. La bonifica dall’amianto è una categoria a parte: si detrae anche se non si accompagna ad altri lavori di recupero, compreso il trasporto in discarica da parte di un’azienda specializzata. È il caso tipico delle coperture in fibrocemento da sostituire.

Sul confine fra ordinaria e straordinaria per il tuo tetto conviene sentire il tecnico prima di firmare il preventivo: è lui a inquadrare il lavoro, e da lì dipende la detrazione.

In condominio: anche il semplice rifacimento

Il tetto di un condominio è una parte comune. Sulle parti comuni degli edifici residenziali il bonus ristrutturazione copre anche la manutenzione ordinaria: il rifacimento del manto con gli stessi materiali, la sostituzione delle tegole, la nuova impermeabilizzazione. Ogni condomino detrae la sua quota, ripartita in base ai millesimi o agli altri criteri del codice civile, e la detrazione spetta anche a chi possiede solo un box o una cantina nell’edificio.

Se l’intervento sull’involucro del condominio interessa più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, c’è anche l’ecobonus condominiale: nel 2026 il 50% o il 36%, su una spesa massima di 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità dell’edificio. Come funzionano delibera, amministratore e ripartizione lo spieghiamo nella guida sul bonus ristrutturazione in condominio.

L’ecobonus sull’isolamento della copertura

L’ecobonus copre gli interventi sull’involucro degli edifici esistenti, comprese le strutture opache orizzontali e inclinate: le coperture che delimitano gli ambienti riscaldati verso l’esterno o verso un sottotetto non riscaldato. Le condizioni, dalla guida dell’Agenzia:

  • Edificio esistente. L’intervento deve essere la coibentazione di una struttura che c’è già, non la costruzione di un ampliamento.
  • Valori di trasmittanza. Dopo i lavori la copertura deve rispettare i valori limite della tabella 1 dell’allegato E al D.M. 6 agosto 2020, per i lavori iniziati dal 6 ottobre 2020.
  • Spese ammesse. Il materiale isolante e la sua posa, i materiali ordinari necessari a migliorare le caratteristiche termiche, la demolizione e ricostruzione dell’elemento.
  • Documenti. L’asseverazione di un tecnico abilitato, l’attestato di prestazione energetica redatto da un tecnico non coinvolto nei lavori, la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Il limite è di 60.000 euro di detrazione per immobile: al 50%, corrisponde a 120.000 euro di spesa. Le aliquote e gli altri interventi dell’ecobonus sono nella pagina ecobonus 2026.

Fonte: guida Agenzia delle Entrate "Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026", fascicolo "Riqualificazione energetica", sezioni sugli interventi sull'involucro, sull'asseverazione e sull'attestato di prestazione energetica, letta il 16 ottobre 2026.

Fotovoltaico, lucernari e struttura: gli altri lavori sul tetto

Chi rifà la copertura spesso fa anche altro. Ognuno di questi lavori ha la sua detrazione.

  • Pannelli fotovoltaici. Rientrano nel bonus ristrutturazione come intervento di risparmio energetico, se l’impianto è al servizio dell’abitazione, con lo stesso limite di 96.000 euro di spesa. Requisiti e batterie sono nella pagina sul bonus fotovoltaico.
  • Finestre da tetto e lucernari. Sono serramenti: possono rientrare nell’ecobonus, se migliorano la trasmittanza, oppure nel bonus ristrutturazione, se cambiano materiale o tipologia.
  • Consolidamento antisismico. Le opere per la messa in sicurezza statica sulle parti strutturali, che comprendano l’intero edificio, rientrano fra le misure antisismiche. Nel 2026 hanno la stessa aliquota: la pagina sul sismabonus spiega quando serve l’asseverazione della classe di rischio.

Un esempio di calcolo

Prendiamo una villetta che è l’abitazione principale del proprietario, con una spesa d’esempio di 40.000 euro (non è un prezzo: dipende da superficie, materiali e zona). Il lavoro rifà la struttura del tetto e posa un isolante che porta la copertura ai valori del decreto.

Con il bonus ristrutturazione detrai il 50% di 40.000 euro, cioè 20.000 euro in dieci rate da 2.000 euro, e i 40.000 euro consumano una parte del limite di 96.000 euro per l’unità. Con l’ecobonus l’aliquota è la stessa, il limite è separato (60.000 euro di detrazione), ma servono asseverazione e attestato di prestazione energetica. Se sulla stessa casa hai anche altri lavori di recupero, l’ecobonus sul tetto lascia per intero a quei lavori il limite di 96.000 euro del bonus ristrutturazione.

Se la stessa casa fosse una seconda casa, o se a pagare fosse un inquilino, l’aliquota sarebbe il 36%: 14.400 euro di detrazione.

I passaggi da non saltare

Per entrambe le detrazioni il pagamento va fatto con il bonifico parlante, con la causale della detrazione scelta: come si compila lo spieghiamo nella guida sul bonifico parlante. Conserva fatture, titolo edilizio quando è richiesto e, per l’ecobonus, asseverazione e attestato. La comunicazione all’ENEA va fatta anche con il bonus ristrutturazione quando il lavoro riduce la trasmittanza della copertura; se manca o arriva in ritardo, per il bonus ristrutturazione la detrazione non si perde.

Per avere un’idea del costo prima di scegliere la strada, puoi usare il preventivatore per il rifacimento del tetto di CercaPreventivo, oppure chiedere più preventivi con il modulo di richiesta preventivo. Quando la richiesta passa da noi, contattiamo noi le imprese compatibili con il tuo intervento: a te resta solo il confronto tra i preventivi.

Le regole generali della detrazione, dai beneficiari ai documenti, sono nella pagina sul bonus ristrutturazione 2026. Sul tuo caso specifico, prima di presentare la dichiarazione, verifica con un CAF o con il tuo commercialista.

Domande frequenti

Esiste un bonus tetto nel 2026?

Non con questo nome. Il rifacimento del tetto si detrae con il bonus ristrutturazione (art. 16-bis TUIR) o, se migliora l'isolamento, con l'ecobonus. Nel 2026 entrambi danno il 50% a chi è proprietario o titolare di un diritto reale sulla propria abitazione principale e il 36% negli altri casi.

Posso detrarre il rifacimento del tetto di una villetta con le stesse tegole?

Di regola no. Rifare il manto di copertura senza cambiare i materiali, o sostituire tegole rotte, è manutenzione ordinaria, e sulle singole abitazioni la manutenzione ordinaria non dà diritto al bonus ristrutturazione. Cambia se il lavoro modifica i materiali, rinnova parti strutturali o migliora l'isolamento: lì si apre la manutenzione straordinaria o l'ecobonus.

In condominio il rifacimento del tetto è detraibile?

Sì. Sulle parti comuni degli edifici residenziali è agevolata anche la manutenzione ordinaria, quindi anche il rifacimento del manto con gli stessi materiali. Ogni condomino detrae la sua quota, in base ai millesimi o al criterio di ripartizione delle spese.

Quanto detraggo se isolo il tetto con l'ecobonus?

Nel 2026 il 50% sull'abitazione principale del proprietario e il 36% negli altri casi, con un tetto di 60.000 euro di detrazione per immobile, in dieci rate. Servono i valori di trasmittanza dei decreti, l'asseverazione di un tecnico, l'attestato di prestazione energetica e la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

La rimozione di un tetto in amianto si detrae?

Sì, con il bonus ristrutturazione: la bonifica dall'amianto è una categoria a parte, agevolata anche se non si accompagna ad altri lavori di recupero edilizio, compreso il trasporto in discarica da parte di un'azienda specializzata.

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